Adotta una buca

Sono sotto gli occhi di tutti, anzi sotto le ruote di tutti, le buche che ci sconquassano le gomme, ci rompono gli ammortizzatori, ci fanno cadere dalla moto, dalla bicicletta, e forse anche dalle scarpe.
Il degrado di quelle che in origine erano strade lisce tipo Svizzera ora le rende somiglianti a percorsi ad ostacoli.
Quando piove la situazione si aggrava perché l’acqua nasconde la profondità delle buche.
Ormai troppo spesso leggiamo, nelle cronache dei quotidiani,che molti incidenti o cadute siano provocate dalla mancata riparazione di un regola d’arte delle discontinuità di planarità e di quota provocate dalla rottura del manto stradale.

“Adotta una buca” potrebbe essere lo spunto per campagna di Pubblicità e Progresso …..

Si parla spesso di sicurezza condannando e multando salatamente la guida degli automobilisti che superano di soli 5 punti i limiti di velocità magari alle tre di notte e in strade periferiche, e si trascura però e a torto, le condizioni della strada che influenzano gli incidenti. La regolarità dei conducenti non è in discussione ma i giornali e le televisioni dovrebbero puntualmente denunciare anche le condizioni in cui sono lasciate le strade dove l’incuria della manutenzione ed il dissesto superficiale la fanno da padrona.

E’ indubbio che il proprietario della strada sia obbligato a mantenerla in piena efficienza.

Oltre a minare la sicurezza, la scarsa manutenzione provoca anche un sostanzioso incremento dei consumi di carburante e l’aumento dei guasti di quelle parti meccaniche dei veicoli più sollecitate durante la marcia: sospensioni, pneumatici, cerchi. Da studi effettuati si calcola che transitare su strade dissestate fa consumare tra il 3% ed il 5% in più di carburante. Se in un anno spendiamo 1.000 € di carburante dobbiamo sapere che almeno 50 € se ne vanno per colpa della pavimentazione stradale. Per non parlare poi dell’aumento dell’inquinamento: più consumiamo, più inquiniamo.

Il Movimento 5 stelle affronterà l’aspetto manutentivo delle strade, integrandolo in una proposta di strategia di controllo e pianificazione.
Sappiamo che le risorse non sono tante, ma proprio per questo dobbiamo ottimizzare quelle poche disponibili, al fine di evitare incongruenze e sprechi dovuti ad interventi estemporanei. Poiché uno dei principali obiettivi della manutenzione delle strade è il miglioramento della sicurezza, introdurremo nelle analisi l’indice di incidentalità tendente ad evidenziare su quali strade accadono più incidenti prestando particolare attenzione ai motivi che concorrono ai sinistri.

Il Movimento 5 stelle inoltre ha intenzione di revisionare i disciplinari tecnici che regolano i lavori di scavo, rinterro e ripristino da effettuarsi nelle sedi delle strade comunali. La revisione imporrà nuovi criteri per la stabilizzazione degli scavi ampliando il concetto di responsabilità dei fruitori del sottosuolo e degli esecutori della corretta tecnica di riparazione adottando il sistema tedesco a ritagli rettangolari regolari che andiamo ad illustrare indicandovi questo filmato, piuttosto che l’irregolare e inefficace tecnica a macchia di leopardo adottata in Italia e nel nostro comune di San Pietro in Cariano.

Le risorse per la sicurezza devono essere reperite, partendo da quelle previste dal codice strada che prevede di destinare parte dei proventi delle multe alla sicurezza stradale. E quale miglior investimento se non quello di mantenere le strade?

Convocazione del Consiglio Comunale

Convocazione del Consiglio Comunale

IL SINDACO

AVVISA

che il Consiglio Comunale è convocato in sessione straordinaria di prima convocazione seduta pubblica di prima convocazione per il giornovenerdì 21 Febbraio 2014 alle ore 19.00, ed in seduta pubblica di seconda convocazione per il giorno lunedì 24 Febbraio 2014 alle ore 19.00, presso la Sala Consiliare situata all’interno dell’Ex Municipio in Piazza Ara della Valle, n. 57 per trattare il seguente

ORDINE DEL GIORNO 

  1. ACCORDO DI PROGRAMMA AI SENSI DELL’ART. 32 DELLA L.R. 35/2001 FINALIZZATO ALLA RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA E AMBIENTALE DEL COMPENDIO EX LONARDI IN COMUNE DI SAN PIETRO IN CARIANO (VR) – MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLA BOZZA DI ACCORDO APPROVATA CON DELIBERAZIONE DI C.C. N. 64 DEL 30/09/2013
  2. ACCORDO DI PROGRAMMA AI SENSI DELL’ART. 32 DELLA L.R. 35/2001 FINALIZZATO ALLA RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA E AMBIENTALE DEL COMPENDIO EX LONARDI IN COMUNE DI SAN PIETRO IN CARIANO (VR) – REVOCA DELIBERAZIONE DI C.C. N. 64 DEL 30/09/2013

Visione: per cosa si batte il MoVimento 5 Stelle!

Il MoVimento 5 stelle è l’unico pericoloso per la casta!!!

Abolizione delle province (con reimpiego di tutto personale in altre Amministrazioni):
10,6 Miliardi di euro risparmiati all’anno!

Gli altri: a parole e nei programmi, tutti favorevoli. Nei fatti, tutti i partiti si candidano alle elezioni provinciali. Inoltre PD, PDL e Lega hanno recentemente affossato una proposta di legge per l’abolizione delle province.

Noi: il MoVimento 5 stelle è contrario alle province e, coerentemente, non si candida alle elezioni provinciali.

Abolizione dei rimborsi elettorali ai partiti

1 miliardo di euro all’anno (tra regionali, politiche ed europee)

Gli altri: gli italiani con un referendum (1993) abolirono i finanziamenti pubblici ai partiti. Allora centrodestra e centrosinistra, compatti, con due leggine introdussero i “rimborsi”. Ogni voto, un euro all’anno nelle casse dei partiti (anche se la legislatura finisce anzitempo). E così i maggiori partiti si prendono milioni di euro all’anno e tutti gli altri via a calare proporzionalmente ai voti ottenuti. Inoltre il PD ad aprile 2010 ha presentato una legge che prevede rimborsi pubblici anche alle fondazioni dei partiti (proposta controfirmata da TUTTE le forze politiche presenti in parlamento).

Noi: il MoVimento 5 stelle alle regionali ha rifiutato i rimborsi elettorali e lo farà anche per le politiche, con grande beneficio per le casse dello stato. Abbiamo rinunciato a quasi 2 milioni di euro, sarebbero state un’enormità per un movimento appena formato, ma noi non siamo qui per i soldi. Via i soldi dalla politica!!!
Condono di multe per manifesti abusivi

100 milioni di euro solo quest’anno di multeper l’affissione di manifesti abusivi.

Gli altri: tutti i partiti sono colpiti da queste multe. A fine gennaio il parlamento si è condonato le multe.
Noi: non abbiamo niente da condonare perchè non ricorriamo a manifesti abusivi.

Contributi all’editoria

330 milioni di euro all’anno

Gli altri: ogni partito ha uno o più giornali di riferimento a cui garantisce valanghe di soldi pubblici (finanziamenti, contributi, sgravi fiscali ecc…), spesso per stampare solo poche copie. Ogni quotidiano in edicola ha ricevuto o riceve finanziamenti pubblici (tranne il Fatto Quotidiano).

Ad esempio, solo quest’anno e solo di finanziamenti diretti (per un totale di 150 milioni): L’Unità (PD) più di 6 Milioni; La Padania (Lega) 4 Milioni; Europa (area Rutelli) 3,5 Milioni; Il Foglio (di G. Ferrara) 3,5 Milioni; Liberazione giornale comunista 3,3 Milioni; Il Secolo (An – FLI) 3 Milioni; Terra (Verdi) 3 Milioni; L’Avanti (socialisti) 2,5 Milioni … e via e via… più paghiamo, più loro ci disinformano! PS: anche i radicali, recentemente schierati contro questi finanziamenti, hanno ricevuto 12 Milioni per Radio radicale!

Noi: Il MoVimento 5 stelle ha presentato una proposta di legge di iniziativa popolare per abolire questo sperpero, ma non è stata ammessa a causa di assurdi cavilli burocratici.

Stipendi e benefit

minimo 15.000 € al mese per ogni parlamentare (più ci sono regioni, province, parlamento europeo…), poi benefit spropositati, vitalizi, assitenze pervidenziali ecc…

Gli altri: mensilità da capogiro, tripli stipendi,

Noi: Gli eletti del MoVimento 5 Stelle nei consigli regionali si sono autoridotti lo stipendio dell’80% (circa 2500 € netti) e hanno rinunciato a qualsiasi vitalizio, benefit e privilegio. Per le elezioni nazionali dovranno sottoscrivere un “contratto” in cui analogamente si limitano lo stipendio a 3.000 € netti, rinunciando a vitalizi, benefit e privilegi.

Pensioni

Circa 200 Milioni di euro all’anno (dati non aggiornati e stimati al ribasso)

Gli altri: i parlamentari DI QUALSIASI PARTITO vanno in pensione dopo 2 anni e mezzo (a partire da 2.800€ NETTI mensili). Trattamenti simili per i consiglieri regionali. Tutti sono contrari e scandalizzati, ma NESSUNO rifiuta questi vitalizi.
Noi: Il MoVimento 5 stelle è l’unica forza politica che ha rifiutato (e continuerà sempre a farlo) queste pensioni scandalose. Consideriamo un sopruso inaccettabile che chi decide di alzare l’età pensionabile degli italiani vada in pensione dopo pochi mesi di (non) lavoro.

Tangenti, finanziamenti illeciti e “favori” avuti o fatti avere a chi è del “giro”

Uno tsunami di denaro impossibile da quantificare.

Gli altri: ogni altro gruppo politico è saltato agli onori della cronaca per bustarelle o per favori milionari ricevuti o concessi. La questione morale ha travolto tutti:, tutti rubano: per se stessi o per il partito; poco o tanto; a destra o a sinistra; al sud come nella padania. Questi politici sono lì solo per accaparrare.

Noi: siamo un gruppo di cittadini autorganizzati. Che non siamo qui per i soldi lo dimostra il fatto che rifiutiamo rimborsi e che ci autotassiamo. Tra le nostre regole c’è “due mandati poi a casa”: la politica deve essere servizio civile fatto aggratis. No alla politica di professione! La nostra inesperienza è una garanzia: noi non sappiamo come si chiedono le bustarelle, noi non sappiamo truccare i bilanci, noi non siamo invischiati in sistemi gelatinosi con banche, affaristi o malavitosi.

Italiani, se i politici fanno tutto questo è colpa nostra, con il nostro silenzio abbiamo permesso a loro di fare quello che volevano.

Tu per quanto ancora sopporterai?

Non basta indignarsi, non basta protestare al bar, dobbiamo organizzarci ed agire!

Se cerchi un’alternativa, l’hai trovata.

Noi adesso ci siamo. Tu ci sei? Unisciti a noi per cacciarli una volta per sempre.

Partecipazione cos’è

Screenshot 2014-02-09 20.06.27

Vorrei condividere con chiunque abbia la voglia e la pazienza di leggere questo testo, cosa credo che sia la “partecipazione”, un termine di così tanta bellezza e soprattutto di rilevante importanza.

Il Movimento 5 Stelle ha permesso che questo termine venga diffuso ed espresso da tutti quei cittadini che mostrano un interesse a ciò che viene fatto con un Bene di loro proprietà, lo Stato.

Oggi la partecipazione la si può esprimere iscrivendosi ad un blog, cliccando “mi piace” su Facebook, retwittando su Twitter, condividendo un post, presenziando a delle riunioni, andando ai Meetup, votando sondaggi, ma la vera essenza di questo termine secondo il mio modesto parere la si esprime rendendo concrete le buone idee… Vi chiederete Come?

È semplicissimo: basta scrivere una mail o un messaggio su un qualsiasi social network… A chi? A chiunque sia un attivista o un portavoce 5 stelle.

Penserete: “Si vabbè, figuriamoci se mi daranno retta questi grillini smanettoni che si credono moralisti ecc ecc” e invece no…

Vi assicuro che farete la conoscenza di persone come Voi, sempre pronte alla bisogna, modeste, umili ed assetate di buone idee da concretizzare insieme a Voi.

Certo, vi assicuro che non è una cosa di poco conto, ne va del vostro tempo, le vostre giornate saranno pienissime.

Si parte la notte con la rassegna stampa (ahimè, se non ci credete chiedete pure a Ceruti, l’artefice!) passando all’invio di sms, whatsapp, email su google group a dismisura, fino alla redazione degli atti su google docs, lunghe attese prima delle discussioni ed infine le votazioni… perché tutto ciò con puro spirito di volontariato?

Perché ottenere l’approvazione di mozioni, emendamenti e delibere che possano migliorare un servizio o l’aspetto del proprio territorio, genera una senso di appagamento smisurato! Con un orgoglio indescrivibile! Vera e propria libidine!

Perché il passare dal semplice cittadino che si lamenta, al cittadino produttivo più dei suoi amministratori, è come il riscatto di chi si sente schiavizzato, maltrattato, sfruttato e demonizzato nei confronti di una classe di politici che non ha affatto messo al centro delle loro priorità il territorio e chi su quel territorio ci vive, i cittadini!

Spero con questo testo di aver trasmesso il semplice animo che guida un cittadino attivista a 5 stelle nell’intento di far qualcosa di positivo per il proprio Paese, perché solo con questo animo si può guidare il Paese verso una svolta economia e sociale.

Grazie

Lo Stato siamo tutti

Da tempo racconto con preoccupazione il clima di tensione e di rabbia che cresce nel Paese. La scorsa settimana, tuttavia, è avvenuto un salto di qualità in questo clima; lo percepisco ogni giorno per strada e su Internet.

In molti, a quanto pare, hanno perso la calma e si sono avviati a una specie di guerra civile a parole. Persone che conosco da anni, ex colleghi, amici, improvvisamente mi tolgono il saluto e cominciano a postare a ripetizione su Facebook link che denunciano il pericolo posto dal M5S alla democrazia, come se il M5S fosse la radice di tutti i loro problemi. Una signora con cui discutevo di tutt’altro argomento a un certo punto mi fa “e allora pensi che solo perché sono una donna sono una pom… come dite voi?”; un amico di vecchia data che non sentivo da un po’, invece di salutarmi e chiedermi come stavo, mi ha approcciato con “Vergognati, voi grillini fascisti siete la rovina dell’Italia!”. Tale è l’effetto della propaganda di massa, al punto da trasformare la tua persona anche agli occhi di chi ti dovrebbe conoscere bene.

Tutto questo, naturalmente, accade anche in senso opposto; Facebook è pieno di miei contatti che promettono battaglia senza quartiere a chiunque sostenga i partiti, e non abbiamo mai avuto tante richieste di partecipazione al Movimento 5 Stelle come in questi ultimi giorni. Molti hanno apprezzato la nostra lotta senza compromessi, senza farci annacquare dal sistema e allettare dalle poltrone, e questo è ottimo. Tuttavia, è come se fosse in corso una specie di arruolamento, una divisione profonda dell’Italia in eserciti contrapposti, una scelta obbligata, o da una parte o dall’altra; e questo mette paura.

Per questo ci sono alcune cose che vorrei dire. La prima è che si può, anzi si deve, fare opposizione dura e inflessibile, anche manifestando in modo clamoroso come nei giorni scorsi, senza per questo insultare gli altri. La maleducazione, il sessismo, la violenza verbale squalificano chi li usa; se gli altri lo fanno, lasciamoglielo fare; saranno loro a doversene vergognare. Capisco benissimo che assistere in prima persona allo schifo e alla farraginosità della politica nazionale faccia perdere la pazienza, e umanamente succede (è successo anche a me) di sbottare o perdere la calma o rispondere pubblicamente in modo inopportuno, ma questo va evitato il più possibile perché permette agli altri di attaccarci strumentalmente, sfruttando i media al loro servizio.

La seconda è che io voglio cacciare i politici incapaci e corrotti che ci hanno governato; li voglio processare per i reati che possono avere commesso e, se giudicati colpevoli, punire come previsto dalla legge; gli voglio chiedere indietro i soldi che hanno sprecato o rubato. Non voglio mescolarmi a loro, ma non li voglio insultare, non li voglio picchiare, non li voglio uccidere; non mi piacciono gli eserciti e non voglio nessuna guerra né reale né metaforica.

La terza è che lo Stato non è un campo di battaglia che il proprio esercito deve conquistare annientando quello degli altri. Quello succedeva nell’epoca tribale o in quella feudale, non in democrazia. Lo Stato democratico siamo tutti, siamo i nove milioni che sostengono il M5S come i nove milioni che sostengono il PD, come quelli che hanno votato altri partiti e come la fetta maggiore, i tredici milioni di elettori che non hanno votato per nessuno. Lo Stato ideale abbraccia tutti i cittadini e considera con uguale attenzione le esigenze di ciascuno di loro, cercando di mediarle.

La stessa parola “Parlamento” nasce da un verbo preciso: parlare. Sorial e BoldriniDambruoso e Lupo,Moretti e De Rosa non sono pagati da tutti noi per andare lì a litigare, e nemmeno per portare avanti una battaglia tra di loro per chi ha più ragione; sono scelti e pagati per discutere e per prendere tutti insieme la scelta migliore nell’interesse complessivo degli italiani. Se chi governa attualmente agisce in maniera scorretta e per interessi privati, se non è disponibile ad accogliere le proposte che facciamo nell’interesse comune, noi dobbiamo continuare a denunciarlo e smascherarlo; ma dobbiamo sempre tenere presente che siamo lì per risolvere i problemi facendo il bene di tutti, rispettando anche i cittadini che la pensano diversamente da noi, e se mai cercando di convincerli con le idee e con i fatti.

Questo, in una democrazia, è il principio della politica; perché per affrontare i problemi solo con la rabbia, pur comprensibile e giustificata, non servirebbe un Parlamento.

(Vittorio Bertola)

Italia 2014: Guerra di specie

evol

In questo preciso momento, in Italia, la culla del Rinascimento che fu, la terra che dovrebbe essere del sole e della cultura, vede consumare al suo interno una spietata guerra. Persino lo splendente astro di cui tanto ci vantiamo all’estero, per uno strano scherzo meteorologico, da circa un anno, anch’esso sembra essersi allontanato da questa tormentata nazione, come a voler rimanere alla finestra, attendendo giorni migliori; volgiamo verso una sera che, ahimè, non è di foscoliana memoria, per nulla “sì cara” essa viene, benché sempre vagar ci fa’ co’ i nostri pensieri, e, di sicuro, quello “spirto guerrier ch’entro” ci “rugge”, più non dorme.

Chete, troppo a lungo, son state le due anime che, inevitabilmente, vanno a contendersi questa terra: l’antica, rurale, ossequiosa anima servile, contrapposta alla moderna, lungimirante, socialmente identitaria anima libera. L’appartenenza all’uno, od all’altro gruppo, contrappone non semplicemente due filosofie sociali, ma due diverse specie umane, distanti tra loro, ed inconciliabili.

“Non è la specie più forte che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più ricettiva ai cambiamenti”, diceva Charles Darwin; eppure, oggi, in Italia, la “vecchia” specie è tanto forte che, nonostante non si sia adattata ai cambiamenti del mondo esterno (mai adatta sarà), e nonostante i feroci ed inevitabili attacchi della “nuova” specie, essa rimane così mastodontica, così articolata, così rivivificante che, grazie a continui colpi delle sue infinite code, mantiene saldamente la cima della piramide. Un’idra. O, meglio, una piovra.

“Non serve più fare la guerra allo Stato. Basta usare le leggi che ci sono e costringere il potere centrale a farne delle nuove su misura per noi e per i nostri interessi. Non più meschine velleità di separatismi intrisi di bassa politica e di modesto affarismo, ma reale autonomia da ogni potere, che ci consenta di diventare il territorio più intoccabile del nuovo potere finanziario, la capitale della nuova economia”. Tano Cariddi (Remo Girone) – “La piovra”, 1984.

30 anni sono passati da questo profetico avvertimento, per la regia del Maestro Damiani. In questi 30 anni, la specie “piovra”, figlia delle numerose specie “proto-piovre”, generate negli ultimi secoli, ha potuto insediarsi e riprodursi, adattarsi ed affermarsi. Nasce e si sviluppa, dunque, la cultura sociale della mafia; un modo di vivere servile, dove la persona comune è assoggettata al padrone-vassallo col posto statale, a sua volta assoggettato al lobbista-ricco feudatario, il quale risponde al controllo dell’unico imperatore-padrino. Si vive bene, in fondo: c’è una briciola per tutti, purché non vedano, non sentano, non parlino. Una totale abnegazione dell’esistenza, in cambio di una vita simile a quella della batteria in un allevamento intensivo di pollame.

“Finché c’è lui, si mangia” – Ruby.

Ma il mondo è cambiato. L’informazione viaggia alla velocità della luce. Con pochi gesti si arriva a portare i propri occhi e le proprie orecchie in posti che, durante gli anni d’oro della piovra, erano inaccessibili. La luce dell’opportunità rompe il buio del non più cieco servitore della gleba. Alcuni cuccioli di piovra si adattano, dunque, a questa nuova era, cambiando forma; sono gli esemplari della specie “nuova”: normalmente di età giovane od adulta, è tutta la vita che provano ad emergere, ad avere una emancipazione dal padrone-vassallo; hanno filtrato e sedimentato idee politiche diverse tra loro, ma pur sempre delle idee, spesso contemporaneamente buone; vedono oltre la briciola che gli viene offerta in cambio dell’anima, capiscono che una società sana, è una società dove la ricchezza è ripartita equamente e meritocraticamente, e non può essere appannaggio di uno, o pochissimi eletti, unti dal Signore. Costoro si uniscono, sono più numerosi di quanto pensassero, e cominciano a scalare quella piramide così irta, così scoscesa, da cui è facile scivolare, per ritrovarsi, di nuovo, sottomessi.

Ciò comporta dei fisiologici atteggiamenti della specie dominante, che vuole mantenere la cima della piramide, ed assicurarsi altri decenni di incontrastato e statico controllo; il più ovvio di questi atteggiamenti è il cosiddetto “specismo”: il termine compare per la prima volta nel 1970 in un opuscolo contro gli esperimenti sugli animali scritto dallo psicologo Richard D. Ryder, ed è un tema caro a coloro che scelgono, oggi, di non mangiare altri esseri viventi. Nell’opuscolo Ryder sosteneva che il tentativo di ottenere benefici per la specie umana attraverso l’abuso di individui di altre specie è «semplicemente specismo e come tale si basa su ragioni morali egoistiche piuttosto che su ragioni razionali». – Richard D. Ryder, “Speciesism Again: the Original Leaflet”.

Nella nostra guerra tra specie, ciò si traduce negli atteggiamenti di totale disinteresse nei confronti della specie “nemico”, ed ecco che vengono a verificarsi quei casi che appaiono così incongruenti: esponenti politici donne, come Boldrini e Bonino, da sempre in prima linea sul tema femminista e contro la violenza sulla donna, che non muovono una sola parola contro lo schiaffo che Stefano Dambruosio (Scelta Civica) rivolge a Loredana Lupo (Movimento 5 Stelle); semplicemente, quest’ultima, non entra a far parte del gruppo dei “simili”, ma dei “dissimili”, ed è vittima di specismo, ergo non degna di attenzione da parte della specie dominante.

“I razzisti violano il principio di uguaglianza attribuendo maggior peso agli interessi dei membri della propria razza qualora sussista un conflitto tra i loro interessi e gli interessi di coloro appartenenti ad un’altra razza. I sessisti violano il principio di uguaglianza favorendo gli interessi del proprio sesso. Allo stesso modo, gli specisti permettono che gli interessi della propria specie prevalgano sugli interessi superiori dei membri di altre specie. In ciascuno di questi casi lo schema è identico.” – Peter Singer, “Animal Liberation”.

Ciò, puntualmente, in modi diversi ma con gli stessi principi, si verifica ad ogni contatto tra i due poli. La piovra, in particolare, non accetta il cambiamento, ed è disposta a tutto, anche a fagocitare i propri figli “dissimili”; nonostante non si adatti a questo mondo, e non lo capisca, nega di essere un negativo simbolo di antiquatezza e, anzi, si batte per regalare altri decenni di sofferenza alla propria prole. E’ troppo articolato e ramificato il suo rapporto con questo Paese; ha troppe radici, profonde. Chi la combatte è giovane, ha negli occhi la fiamma della vita, fiamma che gli dona passione, rabbia, lungimiranza, voglia di vivere davvero. Vede un futuro migliore per tutti, anche per la “vecchia” specie; al contrario di quest’ultima, è in grado di concepire una società equa, meritocratica, onesta, basata sulla fiducia reciproca. Gli manca la forza, ma ha dalla sua parte l’adattabilità in un mondo che, presto o tardi, dovrà cambiare.

La guerra tra specie è, dunque, in corso; da una parte c’è l’Homo Civilis, dall’altra l’Homo Mafiosus. Tu, a quale specie appartieni?

Blog su WordPress.com.